palafit agora Valencia

Palafit: curiosa scultura sull’acqua

Palafit è una curiosa scultura installata nella sottile lamina d’acqua che circonda l’Agorà, il grande
edificio blu cobalto della Città delle Arti e delle Scienze, attuale CaixaForum di Valencia.

Scultura ispirata alla Barraca di Valencia

La forma di quest’opera s’ispira all’architettura tradizionale della “barraca” (tipica casa antica dei
contadini) e si solleva sopra l’acqua come omaggio alla vita e al duro lavoro nelle risaie valenziane
dell’Albufera.

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Palafit ispirata alla Barraca


Palafit è stata posizionata in modo tale da avere due punti di vista principali: uno rivolto verso la
“Huerta Valenziana” (insieme di campagne che circondano la metropoli) e l’altro verso le opere
della Città delle Arti e delle Scienze. Dal momento in cui viene installata, questa scultura entra in
dialogo con il paesaggio naturale e con l’architettura moderna di Santiago Calatrava, generando uno
spazio aperto alla riflessione sul passato, il presente e il futuro della città.


La sua copertura dorata brilla intensamente sotto i raggi del sole. In uno dei suoi lati riflette la luce
della mattina, mentre nell’altro quella del pomeriggio.

Il sole fa diventare brillanti i due versanti accompagnando il movimento della Terra. Grazie ad una feritoia situata nella parte superior.

Orologio solare

Palafit funziona anche da orologio solare e quando il sole si trova nel punto più alto, la luce che
attraversa quest’apertura crea un’asse centrale illuminato nella base d’acqua sotto il tetto, stabilendo
così che il sole si trova allo Zenit.

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Scultura di Anna Talens

Chi è l’artista Anna Talens

L’artista, Anna Talens, è nata nel 1978 a Carcaixent, un paesino della provincia di Valencia;
attualmente vive a Berlino, città nella quale ha portato avanti la maggior parte della sua traiettoria
artistica. Laureata in Belle Arti nell’Università Politecnica di Valencia, ha completato la sua
formazione in centri internazionali come la Bauhaus-Universität der Künste di Berlino, la
Australian National University di Canberra e la Central Saint Martins di Londra.


Gran parte della sua produzione ha una profonda implicazione emozionale con lo spazio e la
memoria del luogo nel quale si articola l’intervento artistico. Le tecniche utilizzate nei suoi lavori
sono diverse e la scelta dei materiali sprigiona una sensibilità inconfondibile; l’oro, per il suo
carattere trascendentale, è uno dei materiali preferiti dall’artista.

Guida italiana: Guido Boni

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